2008-11-29

Andrea For Japan l'è pnì!


Ebbene si.

Quello che era nell'aria da ormai qualche tempo trova oggi ufficiale conferma in questo post.

Dopo circa un anno di interventi sul Giappone che hanno un pochino fatto la storia del blog (ecco l'attimo di auto celebrazione) è giunto il momento di mettere la parola fine.

Fine.


Ok, il post però continua.

Anche perchè pur essendo stato una sorta di sfogo personale delle mie manie alla fine questo blog mi mancherà (l'angolo del risentimento).

In fondo, in un anno circa, ne ho buttate molte di idiozie nel calderone, e ora mi sembra di lasciare la cosa incompiuta, senza una fine precisa.

Ma ormai poco importa, le decisioni vanno prese.

E vanno prese in modo definitivo (l'angolo della forza di volontà).

Questo blog chiude definitivamente i battenti nello stesso modo in cui li aveva aperti
(con un post? esatto!).


No! Non con un post!

Volevo dire che lo fa senza clamore!


Onestamente è una sorta di conclusione per auto esaurimento di idee.

Il tempo di scrivere qualcosa non c'è più.

La voglia di farlo se n'è andata insieme al tempo.

Le idee hanno raggiunto il tempo e la voglia e ora mi salutano da lontano.


Può un blog finire senza l'angolo dei ringraziamenti?

Si.

Ma io li faccio uguale.

Ringrazio chi ha letto fino ad oggi anche se non gliene fregava niente, chi una o due volte ha trovato un post interessante, chi ha sempre seguito ma non ha mai commentato.

Chi lo ha fatto ogni tanto.

Chi lo ha fatto sempre (avrebbe potuto chiamarsi AndreaForNana visto che praticamente non hai saltato neanche un post! Grazie mille! Se ci fosse un premio per la migliore visitatrice l'avresti vinto per distacco. Ma il premio non c'è, zannen! ^^).


E ora?

Fine?

Davvero?

Definitiva?

Sicuro?


Non escludo che in futuro questo spazio possa trovare una nuova forma e una nuova casa, ad oggi però mi sento di dire che l'esperienza del blog tende ad essere esaurita.

In questo tempo ho letto una mezza infinità di spazi personali su internet e ho scoperto una marea di appassionati di Giappone.

Alcuni trattano solo di musica, altri di cultura, altri di tutto.
La determinazione e la quantità di energie riversata in questi spazi spesso mi ha colpito.
Soprattutto se paragonata alla mia ^^

Non mi mancherà, quindi, l'occasione per continuare a leggere, le passioni non finiscono di colpo, soprattutto quelle così grandi.

Qualche volta magari lascerò anche un commentino...

E ora, per concludere, è giunto il momento di scrivere quella parola.
Si, proprio lei
最後
終わり
FINE!
Ja ne! ^^

2008-11-28

Onmyouza - Nyoronyoro (audio CD)

La mia canzone preferita dell'ultimo disco degli Onmyouza.
Mi piace lo stile diverso dalle altre e la voce di Kuroneko.
Ascoltatela.
Ja ne!

2008-11-27

Ann Lewis 六本木心中

Non so come ci sono arrivato.
Ormai sto pescando nel torbido.
E ci sto prendendo gusto.

Fukuda Saki - Good bye my love

Per la serie cerchiamo a caso una canzone su You Tube usando il motore di ricerca.
Chi è non lo so.
Lascio a voi ogni ricerca.
Sempre se ne avete voglia. ^^

2008-11-12

Kyoko Fukada - Kimi no hitomi koishiteru



^_______^

2008-11-11

Remake me


A cosa servono i remake?

Ve lo siete mai chiesto?

No? E' solo un problema mio, allora?

E perchè in questo post ci sono solo domande?

Non è il caso di iniziare a scrivere qualcosa?

Va bene, il punto è questo, spesso il cinema attraversa periodi di crisi creativa e mancanza di idee (cosa che questo blog non ha mai dovuto affrontare, ehm..) e allora cosa c'è di meglio che prendere qualcosa di già fatto da altri e metterci sopra le mani quel tanto che basta per spacciarlo per un prodotto nuovo?

Il fenomeno si presenta anche con il cinema Giapponese, ovviamente, soprattutto da quando The Ring ha avuto un successo planetario proprio grazie alla rivisitazione Holliwoodiana del film di Nakata (no, non il calciatore, il regista...).

Spesso, per non dire sempre, la copia è inferiore di svariate spanne all'originale e allora ci si chiede se tutto questo abbia un senso.

E' davvero necessario girare da capo la stessa storia, con le stesse inquadrature, le stesse idee, gli stessi dialoghi MA CON ATTORI DIVERSI?
Ma ci fa davvero così schifo vedere un film con attori che non conosciamo?
Abbiamo davvero bisogno di "nomi famosi" per andare al cinema?

Capisco che forse The Ring non avrebbe avuto lo stesso successo se al cinema avessero presentato direttamente la versione originale giapponese ma è bene dire che il film americano non è certo meglio dell'originale, anzi.

Con The Grudge si tocca il fondo.

Il tutto parte con una serie televisiva di due episodi. Bella, niente da dire.

Allora il regista gira la versione cinematografica prendendo le stesse idee di fondo e viene fuori un bel film. Bravo ma non esagerare.

Forse però si può fare un bel remake prendendo tutto quello che si era fatto nelle pellicole precedenti e girarlo con Sarah Michelle Gellar, non può venire così male...

E invece viene fuori una mezza porcata, fermati ti prego!

Invece no. Facciamo il sequel per il mercato giapponese rimettendo le stesse idee già usate 1000 volte, qualcuno lo guarderà.

Ok per stavolta ti perdono, ma fermati, ti pregoooooo!

E un bel sequel del remake del prequel? Tanto idee ne abbiamo a bizzeffe...
E così ecco The Grudge 2 per noi simpatici occidentali, inutile come pochi...

Perchè questa voglia di fare remake su remake, non è meglio trovare altri modi per far soldi con il cinema? Magari qualcosa di NUOVO?

Ma, soprattutto, perchè ho visto tutti e 6 i film di The Grudge?

Misteri ai quali non esiste risposta.

Ja ne!

2008-11-09

Come possiamo vivere senza?


Oggi rubrica di notiziole assortite che tanto piace ai giovani (oppure no?) e che piace a me perchè devo semplicemente raccattare qualcosa da internet con il minimo sforzo mentale.

Partiamo con un uomo e il suo sogno.

Il sogno di sposarsi e mettere su famiglia. Bravo!

Il sogno di sposarsi con un personaggio dei cartoni animati. Brav..Ehm!

Per riuscirci Takashita Taichi ha lanciato una petizione online e già raccolto un migliaio di firme, quando arriverà a un milione la presenterà al governo.

E se il personaggio dei fumetti non lo vuole sposare?

Io comunque mi rifiuto di crederci e mi limito a riportare l'autorevole fonte (ovvero il quotidiano online voceditalia.it) sperando che nel mondo non siano tutti pazzi...

Certo che una bella consorte disponibile potrebbe anche trovarla visto che recentemente Hello Kitty ha compiuto 33 anni.

Insomma è il momento giusto per mettere su famiglia e se fossi nel buon Taichi ci farei su un pensierino (anche se con il suo lavoro da ambasciatrice Hello Kitty sarebbe poco presente a casa, ok non deliriamo troppo).

Comunque auguri al personaggio Sanrio.

Chiudiamo con un crimine efferato.

Una donna si era sposata "virtualmente" con il videogioco online Maple story.

Mi seguite fin qui? Bene.

Ma poi è stata mollata dal suo compagno (virtualmente? boh) e allora per vendetta gli ha cancellato il personaggio dal gioco usando il suo account! Ma che cattiva!

Ma non si fa!

Ed è stata pure denunciata! (non chiedetemi perchè io ormai rinuncio a capire...).

La notizia è stata pubblicata da una mezza infinità di siti internet che evidentemente hanno trovato la cosa degna di essere riportata (perchèèèèèèèè?!?), forse perchè così si può fare il solito discorso sociale su "questi gggiovini senza più una guida che fanno su internet le peggggio cose ma che andassero a lavorare anzichè perdere le ore davanti al computer"...

Bene anche oggi mi sento di avere fatto il mio dovere dandovi notizie che non potevate ignorare.

Ja ne!

2008-11-07

Glory to the filmmaker!


Benvenuti nell'angolo delle recensioni, spazio dove io mi limito a sputare sentenze senza alcuna competenza in materia ma giusto perchè ho voglia di farlo.

Allora, l'ultima volta vi ho consigliato un bel cd quindi oggi mi sembra giusto occuparmi di una recensione cinematografica.

Perfetto, allora siamo d'accordo, che ne dite dell'ultimo film di Takeshi Kitano?

Non importa, tanto scelgo io (che simpatico, eh?^^)-

La pellicola si intitola "Glory to the filmmaker" (kantoku banzai) ed è il ritorno del regista giapponese alla commedia degli esordi cinematografici.

Vi ricordate di Getting Any?, il primo film di Kitano, quello assolutamente demenziale di cui vi ho parlato tempo fa?

Non deludetemi e fate cenno di si con la testa. Bravi.

L'ultima fatica di Kitano lo ricorda piuttosto vagamente, la trama -infatti- altro non è se non un pretesto per mettere insieme una serie di gag.

Ecco la storia: una voce narrante racconta la carriera cinematografica di un regista che dopo un grande successo agli esordi incappa in una serie di film uno più brutto dell'altro.

L'incipit promette bene, è una scusa per permettere a Kitano di prendere in giro vari generi cinematografici (il film storico, quello romantico, l'horror, ecc.).

Il problema sono le gag in sè che a volte risultano poco ispirate mentre in altri casi strappano risate convinte (come la controfigura del regista nelle scene pericolose).

Ma, soprattutto, quello che non si comprende è il cambio di stile a metà film.

All'inizio abbiamo gag brevi di qualche minuto che raccontano i film degli esordi ma poi, improvvisamente, parte una storia lunghissima e sconclusionata che condurrà fino alla fine.

Si ride, per carità, magari non sempre ma si ride.

Anche se certi momenti sono un pochino imbarazzanti (soprattutto verso fine film).

Il film non è stato accolto bene nè da critica nè da pubblico (olè) ma non è poi così tragico.

Il consiglio è guardarlo "a pezzi", visto che la visione continua potrebbe risultare pesantina...

Io confido nel prossimo film, forza Kitano non deluderci!

2008-11-05

Musica per le mie orecchie!


E per chi vuole ascoltare della buona musica, comunque.

Dopo una lunga ed attenta sessione sono in grado di fare una bella recensione a ragion veduta dell'ultimo disco degli Onmyou-za, Chimimoryo, tutta per voi!

Questo perchè i dischi secondo me vanno ascoltati con calma, capita spesso di sentire qualche canzone particolarmente melodica e di essere subito convinti di avere tra le mani un bel cd.

Salvo poi odiarlo e non ascoltarlo più dopo un paio di ascolti.

Altre volte, invece, serve più tempo per apprezzare quello che all'inizio si considera un vero e proprio "pacco".

E questo cd rientra pienamente nella seconda categoria.

All'inizio la delusione è davvero forte, soprattutto perchè ancora avevo nelle orecchie il vecchio album (uscito l'anno scorso) che mi era piaciuto davvero molto.

E allora ecco subito le classiche conclusioni affrettate : "non hanno più molte idee", "forse facevano meglio ad aspettare prima di pubblicare 'sta roba", "ma perchè mi sono fidatooooooo?!?".

Comunque questa idea non è durata poi molto, certo all'inizio pesa la mancanza di una canzone realmente trascinante, il classico single scala classifiche, e l'impressione è che gli Onmyouza si siano dati una bella calmata quanto a "casino" e "schitarrate" varie (ma che bravo che sono nelle descrizioni).

La voce di Kuroneko è però sempre splendida ed invoglia a dargli una seconda possibilità (anche una terza, via).

E allora il disco comincia a piacere, soprattutto se si evita di paragonarlo al precedente, perchè con il passato questo cd ha davvero poco a che fare.

Molto più triste, lento, riflessivo con giusto un paio di canzoni vecchio stile.

Ma con almeno due perle ( NYORONYORO eTAMASHIZUME NO UTA) sul finale a rendere il cd davvero bello grazie a melodie nuove e inconsuete per questo gruppo.

Certo i fan vorrebbero che i loro gruppi preferiti ripetessero le stesse canzoni all'infinito ma quando qualcuno ha il coraggio di cambiare qualcosa (e lo fa bene, ovviamente) il risultato non può che essere premiato.

Se vi capita dateci un ascolto (ma meglio due), se non vi capita, beh peccato!

Vi siete persi un bel disco.

Ja ne!

2008-11-03

Ma io ho fame!


Salve a tutti, rieccoci nell'angolo culinario del blog in questa seconda e ultima (forse) parte della guida ai lughi mangerecci di Sapporo.

L'ultima volta vi ho consigliato il Ramen ma immagino che una persona normale non possa nutrirsi di tale piatto per più di tre volte di seguito (pena la repulsione eterna per tutto quello che somiglia agli spaghetti), allora bisogna cercare delle alternative.

Sappiate che mangiare a Sapporo non è un'attività tra le più care del mondo, anzi fino a poco tempo fa complice un buon cambio euro yen si poteva cenare a prezzi assolutamente clamorosi (parlo di 12-15 euro per mangiare TANTISSIMO!).

Ora le cose sono un pochino cambiate ma con i giusti accorgimenti non se ne sentirà effetto alcuno.

Ecco alcuni trucchi che le guide turistiche vorrebbero comprare da me ma che io vi dispenserò "aggratiss" per la vostra gioia.

1) I ristoranti dei centri commerciali sono buoni. Non passabili o decorosi. Buoni.

Generalmente sono tematici e propongono pochi piatti ma basta scegliere prima cosa mangiare e il gioco è fatto.

Se vi piace il curry vi consiglio "Little Spoon" il paradiso del bruciore di gola, dove potete scegliere quanto piccante vi piace il vostro piatto.

Si va da "niente piccante" (disegno di un cagnolino sorridente) a "infernale" (con un drago sputafuoco malefico). Suggerisco il secondo o terzo livello dal basso.

Sopra è proibitivo, davvero!

2)Anche i ristoranti che possono sembrare cari in realtà a volte regalano sorprese.

I menu sono spesso esposti fuori e i piatti completi che presentano un po' di tutto riescono a riempire la pancia e lasciare soddisfatti.

In zona Susukino si trovano dei buoni posti, cercare con calma paga (soprattutto a pranzo)

3)L'Izakaya è un posto malefico.

Non è un ristorante vero e proprio perchè ci si va per bere e mangiare "qualcosina".

Però uno ha fame e ordina di tutto, anche perchè spesso è tutto buono, alla fine il conto rischia di diventare piuttosto salato per quello che si è mangiato.

Una volta però bisogna andarci, soprattutto se in compagnia di tanti amici ci si diverte.

Anche qui la zona di Susukino non è male

4)Il sushi è la trappola per eccellenza, si rischia di mangiare malino e pagare tanto.

Ci cascano i giapponesi che non conoscono il luogo, figuriamoci noi.

Se volete provarlo meglio i kaidenzushi ovvero quei locali con i piatti che girano sui nastri trasportatori.

Non fatevi ingannare dai piatti già pronti, si può (e si deve secondo me) ordinare quello che si preferisce e che viene realizzato sotto i curiosi occhi del cliente.

Prendere i piatti già fatti a volte non conviene (soprattutto se non piacciono, ovviamente ^^)
Bene, direi che siamo pronti per una bella abbuffata!
Ja ne!